Quando ci sono le elezioni politiche il mercato dell’auto si ferma. Si ferma due volte: nel mese in cui ci si prepara ad andare alle urne e in quello in cui poi effettivamente si vota. L’allarme arriva dall’Unrae, l’associazione delle case estere: “Il mercato dell’auto – spiega il presidente dell’Unrae Salvatore Pistola – è a rischio. Secondo le nostre stime nel 2008 il mercato dell’auto italiano perderà 100 mila vendite, chiudendo quindi a circa 2.350.000 unità”.
Chi deve acquistare un’auto nuova insomma, in questo periodo aspetta, rimanda. Anche se i nuovi prodotti e le iniziative di marketing bilanciano un po’ situazione. “Più di tanto in ogni caso – continua Pistola – non si può fare, anche perchè poi c’è il problema del caro petrolio che stritola dal punto di vista dei costi di gestione gli automobilisti”.
Ma l’allarme lanciato dall’Unrae non è l’unica fonte di preoccupazione: c’è il problema del trattamento delle diesel euro 4 senza filtro antiparticolato che a Roma e Milano vengono considerate alla stregua delle vecchie auto non catalizzate. Una specie di follia, che ha portato l’associazione a prendere posizione e a scrivere ai sindaci di Roma e Milano per segnalare la folle incongruenza normativa.
“Le auto diesel Euro 4 di nuova generazione con o senza flitro antiparticolato di serie – spiegano all’Unrae – devono poter beneficiare degli stessi vantaggi concessi alle vetture Euro 4 a benzina nei casi di limitazione alla circolazione nelle città, altrimenti si viene a creare una inspiegabile discriminazione, che penalizza senza motivo i possessori di vetture tecnologicamente avanzate e rispondenti ai più moderni requisiti richiesti per l’idoneità alla circolazione.
Ma perché “follia”? Il punto è che rispetto agli analoghi veicoli Euro 0 i diesel Euro 4 emettono il 95% di particolato in meno, contribuendo in modo trascurabile all’inquinamento urbano e anzi, grazie ai loro limitati consumi, sostenendo in modo efficace la riduzione delle
emissioni di CO2 che, come noto, sono la causa principale dell’effetto serra e, per questo, obiettivo primario delle normative comunitarie.
L’unica speranza – vana visti i problemi politici italiani – consiste nel famoso decreto sul retrofit che il Ministero dei Trasporti dovrebbe emettere per applicare alle auto già prodotte e, in certi casi, già circolanti le “trappole” antiparticolato. Intano le nostre città continuano ad essere stritolate dalle polveri sottili e il problema – per i sindaci e per gli automobilisti – diventa sempre più complicato.
(25 gennaio 2008)